Dietro ogni valutazione del rischio efficace c’è qualcuno che ha guardato l’impianto davvero. Barbara Fiocco coordina in Firotek le attività di indagine tecnica sul rischio Legionella, dai sopralluoghi ai campionamenti fino alla lettura dei dati. Ecco come lavora e perché il metodo conta più dello strumento.
Quando si parla di rischio Legionella, la parola che ricorre più spesso è “analisi”. Si preleva un campione, si aspetta il referto, si legge un numero. Se il numero è basso, tutto bene. Se è alto, si interviene.
È una semplificazione comoda. Ed è anche il motivo per cui molte strutture si ritrovano con impianti formalmente conformi e problemi reali mai intercettati.
Il dato di laboratorio, da solo, dice cosa c’era in quel punto in quel momento. Non dice perché ci fosse, se il punto scelto fosse quello giusto, né cosa succederà tra sei mesi. Per rispondere a queste domande serve un’altra cosa: un’indagine.
È l’attività su cui Barbara Fiocco, manager di Firotek, lavora quotidianamente con le strutture di Caserta, della provincia e del resto della Campania.
Chi è Barbara Fiocco
Barbara Fiocco è manager di Firotek S.r.l., la società che gestisce il portale Legionella.it e che affianca aziende, strutture ricettive, RSA, impianti sportivi ed enti pubblici nella gestione del rischio Legionella.
Laureata in Economia e Gestione d’Impresa, Barbara Fiocco è membro del Consiglio di Amministrazione di Firotek S.r.l. dal 2010 ed è certificata Air System Cleaning Specialist (ASCS) secondo gli standard NADCA, riferimento internazionale per la salubrità degli impianti aeraulici. È coautrice del volume tecnico Rischio Legionella e contribuisce allo sviluppo del protocollo Legionella Zero®, partecipando alle attività di ricerca e innovazione dedicate alla prevenzione della Legionella, alla qualità dell’aria indoor e alla salubrità degli ambienti di lavoro.
Il suo ruolo unisce due piani che nella pratica quotidiana tendono a separarsi: la conduzione tecnica delle indagini sul campo e il coordinamento del percorso che porta la struttura dalla prima verifica a un sistema di controllo stabile e documentato.
È una combinazione che fa differenza. Chi esegue solo il prelievo raramente vede cosa succede dopo. Chi legge solo i referti non ha mai visto l’impianto. L’indagine efficace nasce esattamente nel punto in cui le due cose si incontrano.
Le origini: Roberto Fiocco e la nascita di Firotek
Il metodo con cui oggi Firotek conduce le indagini non nasce da un manuale. Nasce da un percorso iniziato da Roberto Fiocco, fondatore dell’azienda e padre di Barbara.
Firotek nasce nel 1991 da una sua intuizione, con l’obiettivo di sviluppare un approccio altamente specializzato alla prevenzione del rischio microbiologico negli impianti idrici e aeraulici. In oltre trent’anni di attività l’azienda ha contribuito alla diffusione di un metodo basato sull’analisi tecnica degli impianti, sulla ricerca continua e sulla formazione specialistica, diventando un punto di riferimento nazionale nella prevenzione della Legionella e nella qualità dell’aria indoor. Ancora oggi Roberto Fiocco continua a rappresentare il riferimento metodologico dell’azienda, affiancando lo sviluppo di soluzioni innovative e la crescita del know-how tecnico di Firotek.
Firotek si è costruita in un periodo in cui la prevenzione della legionellosi in Italia era una materia ancora poco presidiata: le prime Linee guida nazionali risalgono al 2000, quelle attualmente in vigore al 2015, e per anni il tema è rimasto confinato a una nicchia di addetti ai lavori. Occuparsene allora significava fare un lavoro di costruzione, non di adeguamento a una domanda già esistente.
Da quella impostazione derivano due elementi che restano riconoscibili nel modo di lavorare dell’azienda: la priorità dell’impianto sul documento — prima si capisce come funziona il sistema, poi si scrive la valutazione — e l’idea che il cliente vada messo in condizione di capire, non solo di adempiere. È la stessa logica che ha portato Firotek a costruire nel tempo Legionella.it come portale informativo aperto e il software gestionale Legionella Cloud.
Dal fondatore alla gestione operativa
Il passaggio di responsabilità verso Barbara Fiocco non ha comportato un cambio di impostazione tecnica, ma un’estensione del perimetro: strutturazione dei processi di indagine, standardizzazione dei protocolli di campionamento, integrazione degli strumenti digitali di gestione e tracciabilità.
È la traiettoria tipica delle imprese tecniche familiari quando funzionano: la competenza fondativa resta il riferimento metodologico, la gestione operativa la traduce in procedure ripetibili e documentabili. Per una struttura che affida a un fornitore la gestione del proprio rischio Legionella, questa continuità è un elemento concreto — significa avere di fronte un interlocutore stabile, con uno storico verificabile e una responsabilità che ha un nome.
Che cosa sono le indagini sul rischio Legionella
Un’indagine Legionella è un’attività tecnica strutturata che ricostruisce il comportamento reale di un sistema idrico e ne individua i punti critici, prima e oltre il dato analitico.
Non è un sinonimo di “analisi”. L’analisi è uno degli strumenti dell’indagine, non il suo scopo.
Le Linee guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi impostano la materia proprio così: la valutazione del rischio non è un adempimento cartaceo, ma un processo conoscitivo che richiede sopralluogo, mappatura, analisi delle condizioni di esercizio e verifica sul campo. Il D.Lgs. 18/2023, recependo la direttiva europea sulle acque destinate al consumo umano, ha rafforzato l’approccio basato sul rischio lungo tutta la filiera idrica interna agli edifici.
In pratica, un’indagine risponde a domande che nessun referto può coprire da solo:
- dove ristagna l’acqua in questo impianto, e perché;
- quali tratti sono a basso flusso o completamente inutilizzati;
- come si comportano davvero le temperature nei punti terminali, non solo in centrale;
- dove il biofilm ha condizioni per formarsi;
- quali punti di prelievo sono rappresentativi e quali non dicono nulla;
- quali dispositivi generano aerosol e chi vi è esposto.
Le tipologie di indagine
Indagine impiantistica e sopralluogo tecnico
È il punto di partenza. Ricostruzione dello schema idrico reale — che quasi mai coincide con quello a disegno — individuazione di serbatoi, accumuli, ricircoli, diramazioni e rami morti, verifica dei materiali e dello stato di conservazione, rilievo delle temperature di esercizio nei punti significativi.
Negli edifici non di nuova costruzione questa fase è determinante: il rischio cresce con l’età dell’impianto e con la stratificazione di modifiche successive che nessuno ha mai documentato.
Campionamento e indagine microbiologica
Il prelievo è un atto tecnico, non un gesto meccanico. Contano la scelta dei punti, la modalità (con o senza flussaggio, in funzione di ciò che si vuole capire), il numero di campioni, la conservazione e i tempi di consegna al laboratorio.
Un piano di campionamento costruito male produce referti perfettamente validi e completamente inutili. È uno degli errori più frequenti nella gestione del rischio.
Indagine ambientale in caso di positività
Quando un campione risulta positivo, la domanda non è “cosa facciamo per abbassare il valore”, ma da dove viene. L’indagine ambientale circoscrive l’estensione della colonizzazione, distingue tra contaminazione puntuale e sistemica, individua il serbatoio del problema e orienta l’intervento di bonifica. Senza questo passaggio, la disinfezione riduce il valore per qualche settimana e poi il problema torna.
Indagine a seguito di caso conclamato
In presenza di un caso di legionellosi associato a una struttura, l’indagine si svolge in raccordo con l’ASL competente. Serve a identificare la possibile fonte, documentare le condizioni impiantistiche e supportare la struttura nella gestione tecnica e nella ricostruzione documentale. È la situazione in cui la qualità del lavoro fatto negli anni precedenti — o la sua assenza — diventa immediatamente evidente.
Indagini su riattivazioni, stagionalità e post-ristrutturazione
Impianti fermi, riaperture stagionali, lavori edilizi, nuove diramazioni: sono tutte occasioni in cui il sistema cambia comportamento. Le ristrutturazioni in particolare creano rami morti e tratti a flusso nullo che nessuno registra. Un’indagine mirata prima della rimessa in esercizio evita di riaprire con un problema già dentro.
Come si svolge un’indagine: il metodo
- Contatto e inquadramento — tipologia di struttura, impianti presenti, presenza di utenti vulnerabili, storico documentale ed eventuali criticità pregresse.
- Sopralluogo tecnico — verifica diretta dell’impianto, rilievo delle temperature, individuazione dei punti critici e dei dispositivi che generano aerosol.
- Mappatura del sistema idrico — ricostruzione dello schema reale, con annotazione di accumuli, ricircoli, rami morti e terminali a basso utilizzo.
- Piano di campionamento — definizione di punti, modalità e frequenze coerenti con la struttura dell’impianto, non con un modello standard.
- Prelievo e analisi — esecuzione secondo protocollo, con laboratorio accreditato.
- Lettura integrata dei risultati — il dato analitico viene interpretato alla luce di ciò che il sopralluogo ha mostrato. È qui che l’indagine produce valore.
- Restituzione e piano di controllo — relazione tecnica, misure correttive proporzionate e definizione delle attività di monitoraggio nel tempo.
Il punto 6 è quello che distingue un’indagine da un servizio di prelievo. Come già osservato in un approfondimento dedicato al monitoraggio, il dato da solo non basta: senza il contesto impiantistico che lo genera, resta un numero senza spiegazione.
Barbara Fiocco a Caserta e in Campania
Le indagini coordinate da Barbara Fiocco si svolgono principalmente su Caserta e provincia e sull’intero territorio campano.
È un contesto con caratteristiche precise. La provincia di Caserta concentra un patrimonio edilizio esistente con impianti spesso datati e stratificati, una presenza significativa di strutture ricettive e stabilimenti a forte stagionalità sulla fascia costiera, un tessuto di RSA e strutture sociosanitarie con utenza vulnerabile, e realtà produttive con circuiti tecnologici, torri evaporative e impianti di raffreddamento.
Ognuno di questi contesti ha un profilo di rischio diverso e richiede un’indagine impostata di conseguenza. Una struttura ricettiva che riapre a giugno dopo mesi di fermo ha criticità che non hanno nulla a che vedere con quelle di una casa di riposo operativa dodici mesi l’anno, o di uno stabilimento con torre evaporativa.
Perché il ruolo di chi conduce l’indagine fa differenza
La normativa indica cosa va fatto. Non può indicare come leggere un impianto specifico, perché ogni impianto è un caso a sé.
Due strutture con lo stesso adempimento formale possono avere profili di rischio opposti. La differenza non sta nel documento: sta nella capacità di chi conduce l’indagine di riconoscere dove il sistema perde controllo, di scegliere i punti giusti da campionare e di proporre misure proporzionate — né sovradimensionate né insufficienti.
È un lavoro tecnico che richiede competenza, e un lavoro di relazione che richiede di spiegare al gestore cosa sta succedendo nel suo impianto in termini che possa usare per decidere.
FAQ — Domande frequenti
Chi è Barbara Fiocco?
È manager di Firotek S.r.l., società specializzata nella prevenzione e gestione del rischio Legionella. Coordina le attività di indagine tecnica, campionamento e valutazione del rischio per strutture di Caserta, della provincia e della Campania.
Chi ha fondato Firotek?
Firotek è stata fondata da Roberto Fiocco, padre di Barbara Fiocco. L’azienda opera nel settore della prevenzione e del controllo del rischio Legionella ed è oggi la società che gestisce il portale Legionella.it e il software Legionella Cloud.
Che tipo di indagini svolge Firotek?
Indagini impiantistiche e sopralluoghi tecnici, campionamenti e indagini microbiologiche, indagini ambientali in caso di positività, verifiche a seguito di casi conclamati e indagini su riattivazioni stagionali o post-ristrutturazione.
Che differenza c’è tra un’indagine Legionella e un’analisi?
L’analisi rileva la presenza del batterio in un punto e in un momento specifici. L’indagine ricostruisce il comportamento complessivo dell’impianto e spiega perché quel risultato si è verificato, orientando le misure correttive.
In quali zone opera?
Caserta e provincia, con attività estesa all’intero territorio campano.
Quando serve un’indagine Legionella?
In fase di prima valutazione del rischio, dopo un esito analitico positivo, in caso di legionellosi associata alla struttura, prima di una riapertura stagionale, dopo lavori impiantistici o ristrutturazioni e come attività periodica di verifica.
Quanto dura un’indagine?
Dipende da dimensione e complessità dell’impianto. Il sopralluogo si esaurisce in genere in una o più giornate; i tempi di refertazione analitica seguono i protocolli di laboratorio, tipicamente alcuni giorni per la ricerca di Legionella con metodo colturale.
Chi può eseguire il campionamento?
Il prelievo deve essere effettuato da personale tecnico qualificato, secondo protocolli definiti e con analisi affidate a laboratorio accreditato.




